Itinerario 3  

Il cuore dell’Umbria: la Valle del Topino (tempo consigliato: almeno 2 giorni)

Questa parte della vallata umbra è forse il cuore dell’Umbria stessa. Senza nulla togliere agli altri splendidi  luoghi della regione, lungo questa parte del corso del fiume Topino si sviluppa una corona di cittadine medievali, posti sui colli circostanti, che fanno del panorama del luogo un autentica unicità. Tali cittadine, come gemme uniche, si illuminano a seconda della posizione del sole durante la giornata, facendo risplendere la pietra bianca e rosa calcarea con cui sono state costruite nei secoli. Partendo da Foligno, dove inizia la SS75, seguiremo un percorso circolare, in modo da visitare l’intera valle.

Foligno

All’altezza di Foligno, una delle città più industrializzate dell’Umbria, si trova lo svincolo per attraversare gli Appennini in direzione delle Marche, superando il passo di Colfiorito, e poco oltre la biforcazione per la Valle del Topino (SS75), in direzione di Perugia. Era questo un punto nodale anche nella rete viaria dell’antica Roma. In questo luogo era stato eretto l’abitato di Forum Flaminii, posto di controllo militare della biforcazione, di cambio dei cavalli, di ristoro.

La città era una delle più importanti del Ducato Longobardo di Spoleto. La sua piazza del Comune, con il Palazzo Comunale ed il duomo romanico, è stupenda (qui San Francesco donò il suo cavallo ed i suoi ricchi vestiti ai poveri), così come merita una visita la trecentesca Chiesa di Santa Maria Infraportas, Palazzo Trinci ed i vari palazzi seicenteschi che si possono osservare camminando per il centro storico. E’ tuttora visibile una parte delle mura medievali che la difendevano, soprattutto nei pressi del ponte che attraversa il Topino a Porta Firenze. Una visita la merita anche l’abbazia di Sassovivo, sulle colline circostanti, luogo di molta importanza durante il Medioevo. Nel comune di Foligno vi sono inoltre numerosi abitati collinari, posti soprattutto lungo le vie di comunicazione medievali e spesso fortificati. Vogliamo ricordare la rocca di Rasiglia, tra le altre. Nelle vicinanze di Colfiorito c’è una palude unica per le varietà botaniche ivi presenti, oggi riserva naturalistica. Nelle sue vicinanze si svolse una storica battaglia tra i Romani ed i Cartaginesi nel 217 AC. Nelle colline intorno si sviluppò la misteriosa civiltà preistorica di Plestia.  Tuttora sono visibili insediamenti fortificati, necropoli, e templi risalenti al VII secolo AC.

Foligno è famosa anche per la sua Quintana, una festa medievale che si svolge due volte l’anno, a giugno ed a settembre, che consiste in una competizione a cavallo tra i rioni. Stupendo cenare con pietanze storiche nelle taverne medievali organizzate nei medesimi rioni della città.

Spello

Proseguendo per la SS75 arriveremo a Spello, cittadina abitata fin da prima dell’arrivo degli Umbri (2.000 AC circa) e dichiarata municipio romano dall’imperatore Costantino nel 329 DC. Il paese si adagia dolcemente su una collina e fin dalla superstrada spicca Porta Venere, di origine romana. La cittadina è splendidamente mantenuta, interamente costruita con la pietra rosa e bianca del monte Subasio. Ricordiamo di visitare Santa Maria Maggiore, affrescata dal Pinturicchio  e dal Perugino, la chiesa di San Francesco con annesso convento, in una splendida posizione, quella di Sant’Andrea  e i resti romani, che affiorano dappertutto, a cominciare dalle tre porte della città. Non dimenticate di fare un passeggiata romantica lungo il belvedere chiamato “Poeta”, che offre una splendida vista sulla valle e sulla città. Rinomatissimi i ristoranti locali, che offrono la cucina locale spesso reinterpretata in forma creativa. Non lontano, verso ovest si trova anche un anfiteatro, attualmente non visitabile, in una zona considerata sacra dalle popolazioni locali ben prima dell’arrivo dei Romani. Poco oltre Spello si può visitare Villa Fidelia, a lungo di proprietà dei principi Torlonia,  con uno splendido giardino all’italiana. Proseguendo verso Assisi dalla superstrada si vede la Chiesa Tonda, caratteristica architettura cinquecentesca con dipinti della scuola umbra dell’epoca.

Assisi

Dopo qualche chilometro si arriverà a Santa Maria degli Angeli, la cui imponente chiesa è visibile da lontano. La chiesa sorge sul luogo dove San Francesco e i suoi frati hanno vissuto ed è stata costruita attorno al 1600. Ogni altare laterale della basilica è sorto ove c’era una capanna di un frate, mentre la Porziuncola, la chiesetta dove era solito pregare San Francesco e i suoi compagni, si trova ora all’interno della basilica stessa.  La statua della Madonna che si trova in alto sul tetto è interamento coperta d’oro ed è alta quasi 5 metri! Nella basilica vi è un percorso da fare, dove si possono ammirare sia il miracolato roseto senza spine in cui si gettò San Francesco tentato dal diavolo, che il luogo dove San Francesco è morto. Il suo corpo invece è custodito nella chiesa omonima di Assisi.

A 2 km di distanza, in collina, sorge Assisi, città di origini preistoriche, abitata dagli Umbri e  successivamente municipio romano. Vi nacque Properzio, il grande poeta dell’antichità, di cui si può visitare la casa. Nella piazza principale, insieme ad edifici di epoca comunale si ammira anche il tempio di Minerva; altri resti romani è possibile vederli visitando il foro, che si trova esattamente sotto la piazza. Durante il Medioevo fece parte del longobardo Ducato di Spoleto e solo dopo il Mille si affrancò come libero comune. Le guerre con Perugia, in quel periodo, furono famose e in una di queste anche il giovane Francesco fu fatto prigioniero. Dal 1500 fu assoggettata al dominio papale fino alla costituzione del regno italico nel 1860. La maggior parte degli edifici importanti (chiesa di San Francesco, di San Rufino, di Santa Chiara, Piazza del Comune e Rocca Maggiore) risalgono all’epoca comunale. Magnifici i dipinti di Giotto nella basilica francescana, la quale è costituita da due chiese e la cripta, poste una sull’altra, ma secondo assi diversi e in cui solo gli altari sono disposti secondo un unico asse. La città ha un fascino del tutto particolare, sia per l’architettura medievale, che per lo spirito francescano che vi si respira. Se avete un’ora a disposizione,  non tralasciate di visitare l’Eremo delle Carceri, sul Monte Subasio, dove S. Francesco si ritirava in preghiera e il longobardo Castello di Palazzo, una frazione di Assisi a 5 km dal capoluogo. I dintorni sono pieni di palazzi fortificati e rocche e torri di controllo, essendo stata, questa, per secoli una terra di confine tra il Ducato di Spoleto e la Perugia bizantina. Merita ricordare che ad Assisi ai primi di maggio si svolge una festa medievale di incomparabile bellezza, il Calendimaggio, a cui tutta la città partecipa con immutata passione negli anni.

Bastia Umbra

Da Assisi si proseguiamo ora verso nord in direzione di Bastia Umbra. La città non ha molte cose da vedere, ma vale la pena ricordarla perché già oltre 100 anni fa era il comune più industrializzato dell’Umbria. L’abitato ha origini antichissime e pare che in epoca romana venisse indicata con l’appellativo “Insula Romana”, perché era sorta su terre emerse dalle paludi circostanti, residuo del Lago Umbro di origini preistoriche che inondava queste valli. Poco oltre Bastia, ma sempre nel suo comune, vi è un abitato, Ospedalicchio, sorto attorno ad un edificio medievale che fungeva da ospedale, appunto, durante le guerre tra Assisi e Perugia. Oggi è un bell’hotel. Poco oltre, in località Collestrada, fu fatto prigioniero S. Francesco dai soldati di Perugia.

Perugia

La leggenda narra che fu Ulisse a fondare Perugia. Certo è che la città ha antichissime origini e civiltà precedenti gli stessi Umbri abitavano quelle colline bagnate dal Tevere. Appena si inizia la salita verso Perugia, si noterà sulla destra una collina con pergolati in legno: è l’Apogeo dei Volumi, un antico cimitero etrusco, oggi visitabile, la cui entrata si trova appena fuori Ponte S. Giovanni in direzione di Perugia, lungo la vecchia via medievale.

Perugia è stata costruita su una strategica collina che domina gran parte delle vallate circostanti, quella tiberina, quella del Chiascio e del Topino e la piana del lago Trasimeno. L’antica Perusia era una delle dodici lucumonie, le città etrusche più importanti federate tra loro. A testimonianza del glorioso passato rimangono le mura esterne e l’imponente Arco Etrusco, abbellito con una loggia nel Rinascimento e diversi pozzi etruschi. La lotta per l’indipendenza da parte della città etrusca fu acerrima e continue rivolte contro il dominio dei Romani si ebbero anche anni dopo la sconfitta di Sentino (295 AC). Ottanta anni dopo tale battaglia, però, la città era perfettamente integrata nel mondo romano, se al passaggio di Annibale, vittorioso al Trasimeno, la città non aprì le porte al conquistatore e non si arrese. Nel Medioevo Perugia ebbe un ruolo di capitale importanza nella storia italiana, in quanto garantiva la continuità del “Corridoio Bizantino”,  attraverso il controllo delle arterie che univano la Pentapoli marchigiana e l’Esarcato di Ravenna alla Roma papalina. Per tale sua posizione Perugia ebbe diversi scontri con i ducati longobardi circostanti (Ducato di Spoleto e Ducato di Arezzo e Siena), senza che questi però riuscissero mai ad intaccare in modo duraturo il suo controllo su quelle vie di comunicazione. In epoca comunale, la città ebbe un notevole sviluppo e molti dei suoi più bei palazzi risalgono a quell’epoca: il Palazzo dei Priori, la Chiesa di San Pietro (che contiene diversi affreschi rinascimentali ed un coro ligneo tra i più belli d’Italia), la cattedrale, la famosissima fontana Maggiore, la Via delle Volte, Corso Vannucci, ecc. Essa fu sede di una delle più antiche ed importanti università d’Italia, fondata nel 1306. La nobiltà locale fu sempre estremamente riottosa al dominio papalino e la lotta tra guelfi e ghibellini fu molto aspra all’interno della città (in un pulpito esterno del Palazzo dei Priori si nota il grifo, simbolo della città, che ghermisce con gli artigli la tiara vescovile!). Solo nel 1553, con l’elezione di papa Paolo III Farnese, che era stato vescovo di Perugia e che conosceva bene sia il carattere indipendente della gente che l’importanza strategica della città, essa fu sottomessa in forma definitiva. Paolo III fece costruire una fortezza enorme, la Rocca Paolina, dove vi dimoravano ben 7.000 soldati, al fine di prevenire qualsiasi colpo di mano da parte della sua nobiltà. Nel 1859, durante la seconda guerra di indipendenza, la città si sollevò nuovamente e i soldati del papa , destando molto scalpore per l’epoca, repressero la rivolta in modo estremamente brutale, uccidendo moltissimi rivoltosi.

La città è molto piacevole da vivere: sede di una famosa università per stranieri e di un famoso Festival Jazz, vi è una vita molto cosmopolita. Tra i monumenti da vedere, oltre quelli già ricordati prima, vi è la paleocristiana Chiesa di S. Angelo, risalente al V secolo, l’Oratorio di S. Bernardino, la chiesa di San Domenico con il Museo Archeologico Nazionale, le porte, la pinacoteca presso il Palazzo Comunale, Il Collegio del Cambio affrescato dal Perugino, la Sala dei Notari, il Palazzo del Capitano del Popolo, l’acquedotto medievale. L’intera città è costruita interamente su rovine antiche ed è una continua scoperta. Si è da poco inaugurato un suggestivo percorso sotterraneo di una parte di queste rovine.  Infine, occorre ricordare che per evitare che il traffico distruggesse la città, da anni si è inaugurato un sistema alternativo di mobilità, fatto di moderne scale mobili che, partendo dai parcheggi sottostanti, raggiungono il centro storico attraversando la suggestiva Rocca Paolina. Di recente, inoltre, si è inaugurata una metropolitana sospesa che collega piuttosto bene la città alle zone più remote dell’abitato.

Torgiano

Da Perugia torneremo indietro ed arrivati alla E45 devieremo in direzione Roma. Dopo pochi km usciremo verso Torgiano e percorreremo così la strada che costeggia i colli dall’altra parte della valle del Topino e del Chiascio. Guardando il panorama non dimenticate mai che queste vallate erano inondate da acqua decine di migliaia di anni fa  e solo le cime delle colline emergevano dal lago.

Torgiano è una città molto antica, luogo di insediamento prima umbro ed in seguito etrusco. Famose le sue cantine; a queste terre è stata riconosciuta la seconda DOP in Italia. Il borgo è il classico esempio del piccolo paese medievale umbro, adagiato su una dolce collina, con un fiume ai suoi piedi. E‘ un piacere ineguagliabile passeggiare pigramente per le vie della cittadina. Notevole anche la cucina del luogo e, ovviamente, i vini. Famosissimo il museo del vino.

Deruta

Se si ha del tempo faremo una piccola deviazione verso la cittadina di Deruta, famosa internazionalmente per le ceramiche che qui vengono prodotte. L’arte pare che risalga agli antichi Etruschi, che già in questo luogo realizzavano manufatti simili, anche se documentazione esiste solo dal XIII secolo. Se vi piace questo genere d’artigianato, qui troverete sicura soddisfazione.

Bettona

Da Deruta, o da Torgiano, proseguiremo in direzione di Bettona. La cittadina si trova proprio di rimpetto ad Assisi, dall’altra parte della valle. Essa è stata una città umbro-etrusca, Vettona, posta su di un colle a controllare l’accesso alla valle del Topino delle vie di comunicazione che provenivano dalla vallata tiberina. La città è molto bella da fuori, con una cerchia muraria medievale pressoché intatta, mentre al proprio interno è da vedere il Palazzo del Podestà, oggi pinacoteca e museo storico, l’Oratorio di S. Andrea e la chiesa di Santa Maria Maggiore. Il paese ha avuto una storia contrastata: distrutta durante la guerra civile romana, tra Ottaviano e Marcantonio, nell’Alto Medioevo fece parte del ducato longobardo di Spoleto e, in epoca comunale fu più volte coinvolta in guerre, o per la propria indipendenza, o perchè contesa tra Assisi e Perugia. Nel 1648 fu definitivamente sottoposta all’autorità del Vaticano e ne seguì la sorte fino all’Unità d’Italia. Fuori dalla città, in località Passaggio di Bettona, da visitare la grandiosa Villa del Boccaglione, disegnata dal Piermarini, l’architetto della Scala di Milano, che ospitò anche un re di Francia e il castello di Rosciano, ricostruito recentemente dopo che era crollato per il disuso e l’abbandono.

Cannara

Lasciata Bettona in direzione sud, verso Bevagna, attraverseremo il territorio del comune di Cannara. La località è famosa per due cose: la presenza di San Francesco, che qui in una capanna di proprietà della
sua famiglia (ancora oggi visitabile) veniva spesso in preghiera e meditazione, la sua Predica agli Uccelli (di cui lungo la strada si incontrerà l’edicola  eretta a ricordo nel luogo dove avvenne) e l’istituzione del Terz’Ordine Francescano da un lato, e la produzione delle cipolle dall’altro! I terreni del comune sono siliceo-argillosi, derivanti dalla sedimentazione del preistorico lago umbro e donano alle cipolle una particolare leggerezza e dolcezza. Da secoli la popolazione locale sfrutta tale particolarità per la produzione di questo ortaggio. Famosa la Sagra della Cipolla che ivi si svolge nel mese di settembre.

Incluse nel medesimo comune  vi sono anche antiche rovine risalenti alla città umbro-etrusco-romana di Urbinum Hortense, posta sulle colline a 540 m di altezza, vicino alla località di Collemancio, caratteristico paese di origine medievale. Poco oltre, in cima ad una collina, vi è un altro agglomerato urbano, chiamato Limigiano. Il nome sembra tragga origine dalla antica presenza di un tempio romano dedicato al dio Giano Bifronte.

Bevagna

Dopo Cannara proseguiremo per Bevagna. Lungo il cammino vale una visita il paesino di Torre del Colle, borgo fortificato di origine medievale. Di fronte, dall’altra parte della valle, si ergono le cittadine di Assisi e Spello che, al tramonto, assumono calde colorazioni rossastre, in uno scorcio   panoramico di incantevole dolcezza.

Arriveremo a Bevagna notando da lontano le possenti mura medievali. Bevagna fu l’antica Mevania umbra e importante municipio romano, posto sulla via Flaminia, quindi guastaldato longobardo. Le sue mura sono tuttora ben conservate e a ricordo dei rioni medievali si svolge una tipica festa, il Mercato delle Gaite, che ogni anno richiama persone da molti paesi europei per la perfezione delle ricostruzioni degli ambienti di lavoro dei tempi antichi.

La piazza comunale è una vera chicca, con una fontana e il Palazzo dei Consoli risalenti al XIII secolo, la chiesa di S. Silvestro del 1195 e la chiesa di  San Michele Arcangelo del XII secolo. Nell’abitato sono presenti resti di un teatro romano, mosaici di terme romane e varie altre testimonianze antiche.

Montefalco

Da Bevagna proseguiremo ora per Montefalco, anticamente chiamata Coccorone, posta su una collina che è una vera e propria terrazza sulla vallata umbra, con un panorama che spazia da Perugia a Spoleto. La città risale a tempi remoti, precedenti agli antichi Umbri. Municipio romano, nel Medioevo più volte ospitò gli imperatori di passaggio, tra cui il Barbarossa e Federico II e quest’ultimo la devastò 1249. La città è tuttora protetta da una cerchia di mura trecentesche in perfetto stato e il centro storico è tipico di una cittadina medievale umbra.  Nella chiesa di San Francesco sono custoditi i notevoli affreschi di Benozzo Bozzoli sulla vita del santo. La zona è rinomata per essere la patria del famoso vino sagrantino, considerato uno dei migliori al mondo.

Da Montefalco ora potremo piegare verso Foligno e da lì riprendere la superstrada per ogni direzione.

 

 

 

Share This