Itinerario 2   La Via Flaminia (tempo consigliato: 2 giorni)

Supponiamo di venire da Roma. L’uscita dell’autostrada è a Orte e da lì si prosegue per la vecchia Flaminia.

 

Otricoli

Prima tappa è l’antica città romana di Otricoli,  i cui scavi, ai bordi del Tevere, sono stati recentemente aperti al pubblico. La città era un centro straordinariamente vitale, porta dell’Umbria romana e porto di imbarco per le derrate che alimentavano Roma. Il borgo medievale invece, è stato costruito a poche centinaia di metri di distanza, in collina, e vale una visita.

Amelia

Poco oltre, la prima deviazione da farsi è verso la città di Amelia. Essa è una città piena di reperti pre-romani (come le mura ciclopiche) e romani, tra cui spicca la splendida statua di Druso Germanico, condottiero romano morto a 34 anni, che aspirava al trono imperiale. Notevoli le cisterne romane, le aree funerarie, le quali si fondono con la città medievale distrutta da Federico Barbarossa e Federico II. Molto belli anche i palazzi patrizi medievali e unica al mondo, non lontana da Amelia, la Foresta Pietrificata di Dunarobba, alberi fossili di 3 milioni di anni fa che si ergono per più di 3 metri. Nelle vicinanze non dimenticate di visitare il borgo di Sismano, con uno splendido castello e non lasciate Amelia senza aver provato i famosissimi “fichi Girotti”, fichi secchi farciti con mandorle e ricoperti di cioccolata!

 

Narni

Di fronte ad Amelia, ma dall’altra parte della Flaminia, c’è Narni, borgo medievale davvero ben conservato, con l’annessa rocca dell’Albornoz, l’arco di Augusto (forse il più grande ponte edificato dai Romani), la Cattedrale ed il palazzo dei Priori. Notevole la visita sotterranea alle cisterne romane. Non dimenticate di assaggiare le ciriole, un tipo di pasta locale. A maggio vi si svolge una festa medievale, la Corsa dell’Anello, famosissima nella regione.

 

 

Terni

Riprendendo la Flaminia e proseguendo verso Est incontriamo Terni, in antichità importante centro prima umbro e poi colonia romana, in cui nacque Tacito, ma di cui non è rimasto molto. Da vedere il vecchio teatro romano e poche altre cose, tra cui la celeberrima cattedrale di S. Valentino, famosa per la benedizione degli innamorati!

 

Cascata delle Marmore

Nelle vicinanze di Terni si trova la più alta cascata d’Europa (m 165) ed è formata dal Velino che si tuffa nel Nera, grazie ad un canale artificiale costruito inizialmente, nel 270 AC, dal console romano Curio Dentato e più volte rifatto nei secoli successivi. Il canale divenne necessario perché il Velino, avanzando con difficoltà tra i massi rocciosi della zona, finiva per impaludare la pianura dell’altipiano reatino, con problemi di salubrità per la zona. La si può visitare quotidianamente e meraviglioso è il parco che vi è stato creato intorno. Nella zona è possibile svolgere molti sport acquatici.

 

Spoleto

Riprendendo la Flaminia ci addentreremo ora nell’Appennino Umbro, che in questa parte ha una natura carsica e più aspra che altrove in Umbria. Sulle cime delle guglie rocciose si potranno osservare di tanto in tanto piccoli agglomerati urbani, spesso nati attorno ad una torre medievale di controllo del passo della Somma, da dove inizia la provincia di Perugia. La strada ora si snoda in discesa, con ampie curve, verso quella Vallata Spoletina, che tanto amava San Francesco.

Dopo una di queste curve apparirà in tutta la sua maestosità il Ponte delle Torri e la Rocca di Spoleto. Lo spettacolo è da togliere il fiato e vale una sosta, con foto. Spoleto merita una visita approfondita, per i reperti romani, pre-romani, medievali e rinascimentali che vi si trovano. Vogliamo ricordare solamente la Rocca di Albornoz (1359), carcere speciale fino a pochi anni fa e dimora di Lucrezia Borgia, il teatro e l’anfiteatro romano, la cattedrale, la chiesa di Santa Eufemia, il ponte Sanguinario, l’arco romano di Druso, le porte e le possenti mura di difesa, che impedirono perfino ad Annibale di conquistarla! La città è stata anche capitale d’Italia per circa 80 anni, durante le lotte per la corona italica nell’alto Medioevo e capitale del Ducato di Spoleto, che per 4 secoli ha dominato queste terre.

 

Campello sul Clitunno

Dopo Spoleto la strada entra nella Valle del Clitumno, Sulle colline si scorgono le rocche di controllo della via Flaminia, che risalgono all’epoca longobarda, come l’abitato di Pissignano o Campello Alta. A Campello Bassa godetevi un momento di relax alla Fonti del Clitunno, che sedussero anche il poeta Giosuè Carducci. Poco oltre è possibile visitare il tempietto dove in antichità gli Umbri si raccoglievano all’inizio della primavera, in occasione della più importante festa religiosa dell’anno per quel popolo. In quell’occasione si accordavano alleanze, matrimoni, scambi di merci, si stringevano amicizie e si ribadiva la devozione ed il rispetto per le comuni autorità religiose. Tale prassi fu sancita anche da Augusto, imperatore romano, il quale stabilì che gli Umbri avrebbero continuato a ritrovarsi annualmente alle Fonti del Clitunno, per quella festività, mentre gli Etruschi (che avevano una festa simile) lo avrebbero fatto nelle vicinanze del lago di Bolsena, luogo a loro sacro.

 

Trevi

Percorrendo la Flaminia si noterà sulla destra lo splendido paese di Trevi, sulla cima di una collina, così perfetto da non sembrare vero. La zona era abitata fin dal 7.000 A.C. Di questa cittadina vogliamo ricordare il duomo e la chiesa di Sant’Emiliano. Intorno, migliaia e migliaia di olivi, che ci stanno accompagnando fin da Spoleto e lo faranno ancora per molti chilometri. Questa è una delle più prestigiose zone di produzione di olio extravergine d’Italia. La varietà di olivo moraiolo su queste colline sassose trova uno dei suoi ambienti ideali per dare il meglio di sé.

 

Foligno

All’altezza di Foligno, una delle città più industrializzate dell’Umbria, si trova lo svincolo per attraversare gli Appennini in direzione delle Marche, superando il passo di Colfiorito, e poco oltre la biforcazione per la Valle del Topino (SS75), in direzione di Perugia. Era questo un punto nodale anche nella rete viaria dell’antica Roma. In questo luogo era stato eretto l’abitato di Forum Flaminii, posto di controllo militare della biforcazione, di cambio dei cavalli, di ristoro. Noi ignoreremo la deviazione e proseguiremo per la via Flaminia. Prima però dobbiamo visitare Foligno.

La città era una delle più importanti del Ducato Longobardo di Spoleto. La sua piazza del Comune, con il Palazzo Comunale ed il duomo romanico, è stupenda (qui San Francesco donò il suo cavallo ed i suoi ricchi vestiti ai poveri), così come merita una visita la trecentesca Chiesa di Santa Maria Infraportas, Palazzo Trinci ed i vari palazzi seicenteschi che si possono osservare camminando per il centro storico. E’ tuttora visibile una parte delle mura medievali che la difendevano, soprattutto nei pressi del ponte che attraversa il Topino a Porta Firenze. Una visita la merita anche l’abbazia di Sassovivo, sulle colline circostanti, luogo di molta importanza durante il Medioevo. Nel comune di Foligno vi sono inoltre numerosi abitati collinari, posti soprattutto lungo le vie di comunicazione medievali e spesso fortificati. Vogliamo ricordare, tra le altre, la rocca di Rasiglia. Nelle vicinanze di Colfiorito c’è una palude unica per le varietà botaniche ivi presenti, oggi riserva naturalistica. Nelle sue vicinanze si svolse una storica battaglia tra i Romani ed i Cartaginesi nel 217 AC. Nelle colline intorno si sviluppò la misteriosa civiltà preistorica di Plestia.  Tuttora sono visibili insediamenti fortificati, necropoli, e templi risalenti al VII secolo AC.

Foligno è famosa anche per la sua Quintana, una festa medievale che si svolge due volte l’anno, a giugno ed a settembre, che consiste in una competizione a cavallo tra i rioni. Stupendo cenare con pietanze storiche nelle taverne medievali organizzate nei medesimi rioni della città.

Riprendiamo ora la Flaminia in direzione Fano: lungo il percorso troveremo numerosi paesini che hanno un loro fascino particolare, come Capodacqua di Foligno, Belfiore, la Vescia e Valtopina (importante luogo di produzione del tartufo bianco).

 

Nocera Umbra

Nocera Umbra ci aspetta poco oltre: oggi l’abitato è in piena ristrutturazione dopo il terremoto che l’ha quasi distrutta un decennio fa. Il borgo, famoso per le sue acque, era di notevole importanza durante il Ducato longobardo in quanto permetteva il controllo della Flaminia. Il centro storico è molto caratteristico e pregevoli sono la chiesa di San Francesco e via San Filippo.

 

Gualdo Tadino

Dopo Nocera si trova la cittadina di Gualdo Tadino, anch’esso centro medievale importante, in cui ricordiamo il Duomo duecentesco e la chiesa di San Francesco con importanti dipinti del quattrocento umbro, nonché Rocca Flea, costruita da Federico II, recentemente ristrutturata. Nelle vicinanze, nel 552 DC, avvenne la battaglia di Tagina, tra i Goti ed i Bizantini che tentavano di riconquistare la penisola ai barbari. In tale battaglia il re goto Totila  vi trovò la morte e fu seppellito in queste terre. Poco oltre Gualdo Tadino (il nome deriva da una parola longobarda, Wald, che significa bosco), a Fossato di Vico, la strada si biforca in direzione di Fabriano, mentre la Flaminia prosegue in direzione del passo della Scheggia, dove termina l’Umbria e iniziano le Marche.

 

Gubbio

Sempre nelle vicinanze di Fossato di Vico, c’è la deviazione per Gubbio. Ikuvium, l’antica Gubbio, era forse la città più importante della civiltà umbra. Qui sono state trovate le famose Tavole Eugubine, che permisero di svelare in parte la lingua umbra e quella etrusca. La città è splendida, con le sue chiese, i suoi palazzi signorili, l’anfiteatro romano, il Palazzo dei Consoli, quello del Bargello, i vicoli medievali e merita sicuramente una sosta. La cucina lo è altrettanto. Famosa la “Corsa dei Ceri” che qui si svolge a metà maggio (lo stesso simbolo della Regione Umbria sono i tre Ceri stilizzati). Ricordiamo inoltre che a Natale l’intero Monte Igino, su cui sorge Gubbio, viene illuminato come un albero di Natale, al punto che la città si vanta di avere l’albero di Natale più grande del mondo, visibile anche a decine di km di distanza.

Tutti i centri abitati che si trovano lungo la via Flaminia presentano ancora antiche fortezze o dimore difensive. Nelle vicinanze della strada principale ancora oggi si scoprono continuamente ville romane o reperti dell’antichità.

 

Sentino

Vicino al bivio per Fabriano, in una località all’epoca chiamata Sentino, si svolse un’altra epica battaglia dell’antichità: qui, nel 295 AC, avvenne l’ultima grande battaglia tra i Romani e le popolazioni italiche alleate tra loro (Umbri, Etruschi, Sanniti e Galli). La battaglia, cruentissima, sancì la fine dell’indipendenza dell’Italia centrale e stabilì il dominio romano su queste terre. A onor del vero occorre ricordare che una parte degli Umbri, quelli che abitavano l’attuale provincia di Terni e quelli della zona circostante la città di Camerino, erano alleati dei Romani. Alla battaglia presero parte soprattutto Galli e Sanniti, mentre gli Etruschi e gli Umbri avevano presenze ridotte. Fino a qualche secolo fa i viaggiatori raccontavano che ancora erano visibili i “busta gallorum”, cumuli alti decine di metri che si ergevano nella pianura, formati dai corpi dei Galli bruciati dopo quella battaglia.

 

 

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