L’Umbria, “Giardino Romantico d’Italia”

Le dolci colline incoronate dai boschi di lecci, querce  e roveri, le vallate verdi solcate da fiumi presso i quali si è abbeverata una storia millenaria, i borghi medievali, spesso ancora intatti, arroccati sulle cime dei colli.

Poi ancora,  i santuari ed i conventi, i castelli, i siti archeologici etrusco-romani e le opere d’arte medievali e rinascimentali sparsi in ogni dove, le cascate più alte d’Europa, il lago Trasimeno, la pace, il silenzio, la purezza dell’aria, la mitezza dei panorami, il profumo infinito della storia e della civiltà che si respira ovunque, in ogni luogo, nonostante la modernizzazione che avanza, nonostante il turismo di massa, nonostante tutto.

E infine la sua cucina, verace, sapida e delicata, spesso realizzata con ingredienti poveri, poco elaborati, ma dal gusto unico, frutto di microambienti irripetibili e di una cultura ultrasecolare, che affonda le sue radici nella storia degli antichi Umbro-Sabini e degli Etruschi, i quali vi portarono le tecniche di lavorazione delle carni i primi, le viti, gli olivi e la raffinatezza culinaria (nonché il gusto del bello e dell’armonia) i secondi.

 
 
 

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